martedì 30 ottobre 2007

Per dirla alla Quarrel....il concerto di Ennio Morrihone!

Ieri sono stato a sentire il concerto di Ennio Morrihone...
In primis un po' di difficoltà a trovare l'Auditorium a Roma per mancanza di indicazioni e cartelli in zona (sembrava di essere a Nairobi...ah, Veltroni, Veltroni!!!!) e pensare che anche all'Eur trovi le indicazioni per l'Auditorium!!!!
Si arriva con un certo affanno e a digiuno....i panini disponibili erano degni di una mena ospedaliera...quindi mi sono rifiutato!!!Il maestro Morrihone dirigeva l'orchestra e il coro di Santa Cecilia. Diciamo che le sensazioni provate sono un po' contrastanti....Innanzitutto non si è prodotto nei pezzi classici del suo repertorio se non alla fine (mission, sacco e vanzetti)...La prima parte era decisamente tecnica e, per i non tecnici come me, difficile da ascoltare e da capire...decisamente originale ma non di facile ascolto (insomma...se dovessi giudicare dalle persone che dormivano!!! non ha riscosso grande successo!!!!) Applausi poco convinti sulla fiducia!La seconda parte, decisamente diversa....è entrato in scena il coro (almeno 100 persone)....ed è stato un crescendo di musica, emozioni, bravura ed ovazioni da parte della sala!!I brividi più intensi sono stati raggiunti con Mission con il coro che è stato decisamente molto bravo!...Ti lascia senza fiato la bravura e la sincronia di oltre 200 persone che cantano e suonano all'unisono!!!Comunque tanto di cappello a questo compositore...non riuscirei nemmeno lontanamente a immaginare la fatica e la creatività messa nel realizzare queste opere!! Tanta invidia...da parte mia!!!
E pensare che di fronte a tanta arte c'è gente che preferisce il grande fratello!!Bah!! il mondo è vario!!!

Bravo Morrihone!!!

giovedì 25 ottobre 2007

Going Dutch...curiosità internazionali!

A queste aggiungerei....
MAI DARE DEL PUGLIESE AD UN SALENTINO!!!!!!!!



Le regole della Global etiquette in un libro dello scrittore Mark MCCRUM
A Pechino non si paga alla romana
Mai regalare fiori gialli in Russia, arrivare puntuali in Argentina, indossare collane nel Togo
Lo scrittore britannico Mark McCrum MILANO -Paese che vai, usanza che trovi. Il vecchio adagio non ha mai perso di attualità. E, anzi, in un'epoca come l'attuale, in cui le comunicazioni di massa e la maggiore facilità nel compiere viaggi intercontinentali accorcia drasticamente le distanze, è importante essere preparati e conoscere bene le regole della «global etiquette», le norme di comportamento e di buona educazione che permettano di evitare gaffe o di creare imbarazzi e irritazione nelle popolazioni locali. E per aiutare a districarsi nella giungla di riti e consuetudini worldwide, è ora uscito un libro, «Going Dutch in Beijing», a cura del giornalista e scrittore britannico Mark McCrum. Un ampio vademecum dei suggerimenti, il suo, a cui l'Independent ha dedicato ampio spazio presentando tutta una serie di riti e abitudini che caratterizzano la vita da un capo all'altro del pianeta. Ecco allora un saggio di ciò che è utile sapere per essere sempre in grado di salvare la faccia negli spostamenti da un continente all'altro.
AL RISTORANTE - Le regole e i riti legati ai pasti sono molto variegati. In Giappone, ad esempio, prima di un pranzo viene spesso offerta una salviettina calda, chiamata oshibori: usatela solo per le mani, evitando di passarla su volto e collo e, ovviamente, non utilizzatela per soffiarvi il naso. Sempre in Giappone c'è un preciso rituale legato ai chopsticks, le tradizionali bacchette: vanno utilizzate per mangiare fino all'ultimo chicco di riso e solo per il sushi è consentito l'uso delle mani (mentre per la zuppa, è possibile bere il brodo direttamente dalla ciotola, ma solo dopo aver "pescato" con i bastoncini tutte le parti di cibo solido). Alla fine vanno riposte nella loro confezione: in questo modo il cameriere capirà che il pasto è concluso. In Cina e Taiwan i bastoncini possono essere utilizzati anche per rimuovere piccoli pezzi di cibo rimasti incastrati tra i denti: assolutamente vietato, invece, usare le dita. Lecito anche sputare in un lato del piatto, pratica che invece farebbe inorridire in un qualunque ristorante europeo.
I noodles si prestano bene allo «slurping»: un modo per gustarli meglio e per esprimere complimenti allo chef (Reuters)Altra cosa da non fare dalle nostre parti è produrre rumori sgradevoli durante la masticazione. Nell'est asiatico, invece, lo «slurping» è raccomandato perché, soprattutto nel caso di alcune pietanze, come i noodles, intensifica il sapore ed è inoltre considerato una sorta di complimento allo chef. Così come il rutto a fine pasto, gradito - ma solo se discreto e contenuto - in alcuni Paesi dell'Africa settentrionale e centrale e in Cina.
Ma alla fine chi paga il conto? Dividere la spesa (ovvero fare «alla romana» o, per dirla alla britannica, «going Dutch», fare all'olandese) è considerata buona norma in Scandinavia, Olanda, Australia e Stati Uniti. Nell'Europa meridionale, nel Medio Oriente e in America Latina è invece usuale che qualcuno si proponga di pagare per tutti e nessuno starebbe a sindacare sulla quantità di portate che ogni partecipante al pasto ha consumato pretendendo di calcolare al centesimo quanto ciascuno debba sborsare. In Cina il concetto di ripartire il conto è considerato assolutamente offensivo: chi vi invita al ristorante sa che poi dovrà anche pagare. E' possibile tentare per tre volte di proporsi di saldare in sua vece (e ogni tentativo fallirà). Ma assolutamente da evitare è l'idea di dare un contributo o di fare «fifty-fifty»: sarebbe un imbarazzo imperdonabile per il vostro ospite. Piuttosto, è possibile ricambiare nel corso di una seconda cena, cosa che al contrario risulterebbe particolarmente apprezzata. Quindi, in sostanza, mai provare a fare all'olandese a Pechino (da cui il titolo del libro, «Going dutch in Beijing»).
INVITI A CENA -Se il pasto è invece previsto in un' abitazione privata è inevitabile parlare di orari. Se avete appuntamento per le 8 di sera, in Germania si indendono proprio le 8 di sera. In Francia è invece tollerato il classico quarto d'ora accademico e quindi non è da maleducati arrivare alle 8,15. In America Latina, al contrario, è considerato opportuno non essere assolutamente puntuali perché quasi sicuramente anche il vostro ospite non sarà pronto per l'ora indicata e arrivando all'orario concordato si rischierebbe di trovare la padrona di casa con ancora i bigodini in testa. Arrivare puntuali in Argentina vi farebbe passare addirittura per ingordi, ansiosi di addentare il cibo, e lo stesso accade a Singapore.
I DRINK - In Svizzera, prima di bere, è opportuno fare cin cin (ma non ditelo con questi termini in Cina: «cin cin» è infatti il modo con cui le mamme indicano ai bambini l'organo genitale maschile) con tutte le persone che siedono con voi. In Germania questa operazione dovete farla guardando negli occhi il vostro compagno di bevuta, a meno di non voler rischiare - secondo la cabala teutonica - un periodo di sette anni di guai dal punto di vista sessuale. In Giappone non riempitevi mai da soli il bicchiere: aspettate che sia il vostro vicino a farlo e poi ricambiate.
ANIMALI DI CASA - L'amore per i cani delle popolazioni occidentali è noto a tutti. Ben diversa la situazione in Medio e Estremo Oriente. Una massima attribuita al profeta Maometto, ad esempio spiega che gli angeli difficilmente andranno in visita in case dove vivono cani. In certe aree rurali della Corea, invece, i cani vengono allevati in piccole e anguste gabbiette prima di essere macellati e trasformati in stufato. Non va meglio ai gatti che vengono non solo cucinati e serviti come pietanza in diverse parti della Cina (ma, in passato, anche in diverse zone d'Italia), ma spesso sono addirittura bolliti assieme a serpenti e polli per creare piatti elaborati e considerati speciali e raffinati, adatti per le grandi occasioni. Tornando in Corea, un'antica usanza prevede la bollitura di gatti vivi con contorno di erbe per produrre il goyangi soju, un tonico a base di felino, considerato miracoloso per le artriti. Se nel corso di un invito a cena vi vengono proposte delle "specialità locali" è opportuno non rifiutare: in molte culture è un segno di grande considerazione per voi. Ma sappiate che nel piatto potreste ritrovarvi non solo parti di Fido ma anche zampe di orso (Cina) o pudding di topo (India)
Una ragazza guarda un mazzo di fiori gialli: in Russia o Iran regalarli è indice di ostilità (Ansa)I REGALI - I fiori non sempre possono essere utilizzati per fare colpo su una donna. Soprattutto se non si sa che i crisantemi sono abbinati ai defunti in Italia, Belgio, Francia, Spagna e Turchia mentre sono apprezzati in alcune nazioni orientali. Da utilizzare solo per onoranze funebri sono invece i garofani in Thailandia, Svezia, Polonia e, ancora, in Germania: in questi Sati un partito politico che li adottasse come simbolo si troverebbe a riscuotere ben pochi consensi. I fiori gialli sono considerati graziosi nella maggior parte dei Paesi occidentali (basti pensare alla mimosa per la festa della donna); ma guardatevi bene dal donarli a qualcuno in Russia o in Iran: quel colore è infatti giudicato un segnale di odio o di ostilità. In Perù qualunque omaggio floreale, fatta eccezione per le rose, sarebbe invece considerato «cheap».
Anche la gestualità legata ai doni è importante: mai riceverli con la mano sinistra in molti Paesi del Medio Oriente e dell'Asia. In Cina e in Giappone, invece, è d'obbligo presentare entrambe le mani alla consegna di un regalo. Sempre in Cina, un dono potrebbe essere accettato solo dopo tre gentili rifiuti di maniera; in caso di scambio di omaggi è quindi opportuno fare altrettanto con il proprio interlocutore. Assolutamente vietato sia in Cina sia in Giappone incoraggiare all'apertura immediata del regalo: chi lo riceve deve essere libero di esprimere gioia o disappunto e per farlo, non potendo mostrare imbarazzo in pubblico, l'operazione deve avvenire assolutamente in privato.
ABBIGLIAMENTO - Il modo di vestire non è solo una questione di folclore o di tradizioni. Anche i rituali hanno valore. In Giappone è ad esempio obbligatorio lasciare le proprie calzature all'esterno di un'abitazione prima di entrarvi. L'abbigliamento scuro e formale per gli uomini è accettato praticamente ovunque, ma mentre i tedeschi daranno molta importanza al fatto che le scarpe siano pulite, nel Medio Oriente verrnno osservati da vicino la valigetta 24ore e l'orologio. Le donne dovrebbero invece evitare di indossare collane di perline nel Togo: laggiù sono utilizzate alla cintura per agganciare la sottoveste e mettersele al collo avrebbe, per i locali, un effetto esilarante e scatenereste risate a non finire.
BUSINESS - Molte le consuetudini legate al mondo degli affari. Nei Paesi orientali lo scambio dei bigliettini da visita ha un ruolo fondamentale. In Cina venvono offerti con due mani, in Giappone è invece consigliato ricevere l'addresse e studiarlo qualche secondo prima di riporlo. Ma attenzione: mai metterlo nella tasca posteriore dei pantaloni perché sarebbe considerato un gesto poco rispettoso; scordarsi di metterlo via dopo averlo magari appoggiato sul tavolo, invece, è alla stregua di un insulto. E non dimenticate mai di avere i vostri bigliettini con voi: non consegnarli ai vostri interlocutori significherebbe che non siete interessati a proseguire il contatto. Non stupitevi poi se la vostra controparte giapponese chiude gli occhi durante la vostra esposizione di un progetto: è sintomo di concentrazione e non di disinteresse. Del resto nei Paesi orientali gli sguardi si incrociano il meno possibile. L'esatto opposto di quanto avviene nell'area mediterranea e nel Medio Oriente, dove lo scambio visivo è ritenuto fondamentale e la sua mancanza potrebbe passare per un segnale di indisponibilità. In Cina non esitate a cercare una mediazione per superare le divergenze su un affare: è sempre bene accetta e considerata segnale di saggezza; in Russia, invece, evitate di usare la parola compromesso perché sarebbe vista come elemento di debolezza.
L'arrivo dello sposo ad un matrimonio tradizionale indiano (Reuters)MATRIMONI -La sposa arriva in chiesa dopo l'uomo, magari con un leggero ritardo rispetto all'ora fissata: questa è la regola in molte culture occidentali. Ma nel Salvador può addirittura succedere, anzi è normale, che la cerimonia inizi addirittura senza la donna, che arriverà dopo qualche minuto, interrompendo il celebrante e facendo scattare l'immancabile marcia nuziale. Nei matrimoni indiani è invece la sposa che aspetta lo sposo, il quale arriva in processione con amici e famigliari a piedi, a cavallo o addirittura in groppa ad un elefante: una condizione di privilegio, la sua, ma non dovrà assolutamente dimenticarsi di portare con sè una ghirlanda di fiori per la futura moglie e una noce di cocco per la suocera.

venerdì 21 settembre 2007

Senza parole....

Anche i nostri tutore dell'ordine...."inflessibili con i deboli" e "zerbini coi cosiddetti potenti"...Ma mazzate a quisti mai???

GENOVA - Per un chilometro e passa ha guidato contromano, rischiando una mezza dozzina di scontri frontali con le vetture che stavano per imboccare il casello autostradale. Fermato da una pattuglia della polizia, invece della patente ha mostrato la tessera da deputato. Che tra l'altro è scaduta da un paio d'anni. Dicono non sembrasse turbato più di tanto, anzi. "Hanno ragione", ha detto serenamente Claudio Burlando - ex ministro dei Trasporti e già sindaco di Genova, fino al 2005 in Parlamento con i Ds, attuale presidente della Regione Liguria - indicando gli automobilisti fermi ai lati della carreggiata e sotto shock per lo spavento. Gli agenti hanno calmato gli animi, preso nota del documento, telefonato in centrale. Poi lo hanno lasciato andare. Nemmeno l'ombra di una multa. E massima discrezione. I poliziotti qualche ora più tardi hanno sottoscritto - "per dovere d'ufficio" - una relazione di servizio. Che avrebbe dovuto restare chiusa in un cassetto. E' successo domenica scorsa. "Verso le ore 12,15 la pattuglia veniva inviata dal locale Centro Operativo Autostradale presso il casello di Genova-Aeroporto", scrivono gli agenti. Poco prima la centrale ha raccolto le telefonate - terrorizzate, infuriate - di alcuni automobilisti. "Giunti sul posto venivamo avvicinati da tre persone". Sono gli occupanti dell'ultima vettura che stava per essere centrata dalla macchina del Presidente. Al volante c'è un signore di 59 anni, con la figlia e il fidanzato di lei. "Asserivano di essersi trovati l'autovettura Mitsubishi Space Runner targata AH... procedere contromano".
Raccontano i tre di essersi avvicinati furibondi alla macchina per prendersela con il guidatore. E che quello restava chiuso all'interno dell'abitacolo, ignorandoli, il telefonino incollato all'orecchio. Ma chi è l'automobilista? "Alla guida della Mitsubishi si trovava tale Burlando Claudio, nato a Genova il 27.04.1954, identificato mediante tessera della Camera dei Deputati numero 938...". Precisano gli agenti: "Quest'ultimo ammetteva quanto sostenuto dagli utenti senza dare un giustificato motivo alla manovra effettuata". E in coda alla relazione: "La pattuglia, non avendo comunque accertato l'infrazione in oggetto, si asteneva dal contestare alcun tipo di sanzione, limitandosi ad informare il comandante telefonicamente e a redigere la presente". Secondo la ricostruzione dei poliziotti, il presidente ligure proveniva dagli Erzelli, una collina dove sono depositati i container vuoti del porto di Genova. Voleva dirigersi verso il mare, ma ha sbagliato strada. All'altezza dell'ingresso autostradale con ogni probabilità intendeva fare inversione e passare sull'altra carreggiata. E però le due strade sono divise prima da una barriera di catene, poi dal guard-rail in cemento. Così è partito in contromano, tenendosi rasente ad un muraglione sulla sinistra, forse sperando di trovare uno spazio nella barriera ed infilarcisi. Il fatto di aver incrociato alcune macchine nell'opposto senso di marcia, di aver sfiorato più volte lo scontro, non lo ha indotto a desistere. Al contrario, ha percorso più di un chilometro. Resta da capire perché la Stradale, nonostante Burlando abbia ammesso le sue colpe, non abbia elevato alcuna contravvenzione. Codice alla mano, per la guida contromano sono previsti quattro punti in meno sulla patente. Dieci in caso di curve e strade divise da carreggiate separate.

mercoledì 19 settembre 2007

8 cose.....

E così dopo Alessandra e Brave...mi cimento anch'io...non so se essere serio o meno!
A quanto pare le regole sono semplici. Bisogna parlare di 8 fatti a caso che riguardan se stessi...il tutto in un post.




  1. La buca di sabbia più grande che abbia mai scavato l'ho fatta quest'anno al mare insieme a mio figlio...ed ho le prove!...non provate a chiedere chi ci ho seppellito!!

  2. Ho paura del vuoto...non chiedetemi di fare bungee jumping, affacciarmi da campanili...però mi piace volare e il mio posto preferito è il finestrino!


  3. Sogno un giorno di ordinaria follia...per dare uno scossone alla mia vita e vedere l'effetto che fa...


  4. ucciderei chi molesta i bambini...ovviamente dopo torture orripilanti che durano in eterno!


  5. Mi sarebbe piaciuto essere un campione dello sport...ed essere 10 cm + alto...volley o nuoto...sarebbe andato bene!


  6. il mio sogno proibito è fare l'amore con due donne...ma mi sa che è quello del 90% dei maschietti etero...


  7. avrei voluto fare l'architetto...o il biologo marino....


  8. in passato avrei fatto il pirata o, se mi andava male, il mozzo a bordo di qualche nave per girare il mondo!




martedì 11 settembre 2007

Pensieri...

Volete mettere un bel bagno al mare in una fresca domenica di settembre con l’acqua ancora calda, una leggera tramontana che rende piacevole lo stare sott’acqua, il cielo limpido e celeste appena appena venato da qualche nuvoletta di passaggio…
Ma cosa c’è di meglio di questo per confortare la mente e il corpo, per allontanare i cattivi pensieri, per dare un senso alla giornata, alla vita!
Forse è tutto nelle piccole cose, nei piccoli gesti, nei sorrisi delle persone che ti amano, in mio figlio che mi dice: “ Sei bello papà!” e continua a correre tra le ondine contento, sereno….
Lo so, (non sono bello, ma mi basta essere bello ai suoi occhi…e sereno dentro!)
Forse dovremmo essere come i bambini, diretti, spontanei, acuti osservatori di un mondo sempre più omologato…
Ve l’immaginate il vostro capo che in riunione si alza e dice: “ Devo fare cacca!?”…oppure corre per la stanza urlando frasi senza senso almeno per chi lo ascolta, liberandosi l’anima e facendola volare alta e libera?! Magari….invece siamo soffocati dalle convenzioni, dal traffico, dalle cazzate lavorative, dalla vita, inseguendo non si sa bene chi o cosa, eternamente insoddisfatti, tristi, pensierosi e acidi….
Basterebbe far uscire il bambino che è dentro di noi, costruire castelli sabbia con la mente (anche quelli veri non sono male!), fare formine delle idee, assaporare ogni attimo, ogni emozione, stemperare le tensioni, sorridere, sorridere sempre (senza sembrare gli scemi del villaggio!)

E’ da un mese circa che ho una nuova serenità…e Dio sa quanto mi sta costando, ma adesso so cosa voglio e dove voglio andare…chi vuole venire con me è benvenuto! Di sicuro ci faremo un sacco di risate!

venerdì 31 agosto 2007

...Clima e pizzeria!

In questi giorni Roma assomiglia a Bangkok...umidità elevatissima, caldo, zanzare e nuvoloni minacciosi carichi di sabbia con qualche traccia d'acqua!
Come mi manca la mia Lecce con la sua tramuntana secca e la Grecia con il suo meltemi....anche 40 gradi e non sentirli!

Adesso immagino i colori del mare e del cielo quasi settembrino...terso e più chiaro che nei mesi estivi...la quiete e la tranquillità di posti e spiagge che si svuotano, gli odori della vendemmia, i colori della terra....

Stamattina sono un po' malinconico, sarà il tempo....

Comunque l'altra sera siamo andati in pizzeria io e la W (Virna e Vittoria)...le "ragazze mie" (poi spiegherò)...la serata è andata via tranquilla tra una pizza e due chiacchiere...la nota di colore era rappresentata dal "solerte" cameriere...direi un mix di "simpatia e gentilezza"...della serie:
  • ah, prendete la birra...va bene...vi tolgo i bicchieri dell'acqua...(prima interpretazione: sono uno parsimonioso e ci tengo che il mio datore di lavoro non sprechi soldi di detersivo...inoltre così non inquino fiumi e laghi...seconda interpretazione: sti pidocchiosi...manco na bottiglia de vino...na birretta e pure piccola e mo me sporcano pure li bicchieri der servizio buono!)
  • ah volete una mezza minerale? naturale o gassata?...e dopo 5 minuti di attesa...com'era l'acqua?...poi torna portando due soli bicchieri...e una pistola con un solo proiettile per la roulette russa...uno di noi non doveva bere...al fato la scelta!!!)...Vittoria si sacrifica e non beve...
  • Porta il conto e chiede: a chi lo do? E noi lo metta qui, in mezzo! e Lui: e che ne so io...pensavo...oggi nu me stupisco de gniente...che ne so...magari siete amanti, che so, forze lui è er fidanzato vostro!!! ...E noi ci guardiamo...io guardo le mie due ragazze, poi guardo il cameriere e lo ringrazio con lo sguardo della stima...o dell'avermi ritenuto un pappone!!! Alla fine, data la "simpatia" e il cabaret gratuito gli lasciamo anche la mancia!

Un bacione alle ragazze mie!

lunedì 27 agosto 2007

Mi fa pensare....

DAL CORRIERE DELLA SERA DI OGGI....

Questo articolo mi ha fatto pensare....pensare agli occhi di quei bimbi che non nascono, ai loro primi sorrisi, alla loro curiosità, alla loro vivacità, al loro crescere e alle loro scoperte...non voglio giudicare ma vorrei che tutti noi riflettessimo sulla superficialità di alcuni atti e sull'egoismo che li permea...
Spesso sento dire che si vuole evitare ai bimbi con malformazioni una vita difficile e dolorosa...io sono un genitore fortunato...ma ritengo che chi voglia evitare fastidi siano soprattutto i genitori...
Chi l'ha detto che un bambino down non sia in grado di dare affetto, provare emozioni e riempire la vita di un genitore...forse lo fa solo in modo diverso da quello che siamo abituati a considerare "normale"....Ma cos'è normale???
Il problema italiano è considerare la riflessione sull'aborto una lotta tra clericalismo e laicismo...in realtà, bisognerebbe spostare l'ambito su la dignità dell'essere umano...madre o figlio che sia cercando di non far scaturire tragedie da altre tragedie....
Scusate lo sfogo, ma da genitore, stanco ma felice, pensavo a tutte le emozioni che ciascuno di quei bimbi non potrà mai provare...senza sapere bene perché e forse...capendo di essere stati rifiutati...poi si inorridisce a pensare alla rupe Tarpea....

ROMA - L’Osservatore Romano a reagito in modo duro contro il caso dell’aborto selettivo praticato all’ospedale San Paolo di Milano: è stata «una disperante tragedia» prodotta da «una politica troppo presa da sciocchezze varie», scrive il quotidiano della Santa sede nel numero che uscirà martedì in edicola, «nessun uomo ha diritto di sopprimere un’altra vita, eppure innocenti continuano a morire: è l’eugenetica che impone le sue leggi. È la cultura della perfezione che impone di escludere tutto ciò che non appare bello, splendente, positivo, accattivante».
«INNOCENTI CONTINUANO A MORIRE» - «Nessun uomo ha diritto di sopprimere un’altra vita - scrive appunto l’Osservatore - nessuno uomo ha il diritto di sostituirsi a Dio. Per nessuna motivazione. Eppure innocenti continuano a morire. Le loro parole non dette, i loro sorrisi mai espressi, i loro sguardi mai accolti continuano a non suscitare sdegno o almeno le necessarie, profonde, serie riflessioni». «È così che sono morte due bambine, a Milano. Uccise nelle conseguenze di un aborto selettivo. Una delle due gemelline, arrivate alla trentacinquesima settimana di gestazione, aveva un’alterazione cromosomica. I genitori - ricorda il quotidiano - hanno deciso di effettuare l’aborto per tenere solo la gemella "sana". Un terribile errore ha portato invece a sopprimere quest’ultima bambina. Una scelta radicale ha poi portato a ripetere l’aborto per la sorellina rimasta in vita».
27 agosto 2007

venerdì 24 agosto 2007

E domani ricomincia il campionato!

Domani comincia la stagione 2007/08....quella dei 100 anni....speriamo di festeggiare nel migliore dei modi a giugno con la promozione in serie A.
I presupposti ci sono tutti...squadra forte ed esperta per la categoria, allenatore in gamba, giusto mix di giocatori esperti e giovani promesse....
Speriamo ci sia il gruppo e le motivazioni...quelle che ti spingono ad essere più forte delle difficoltà (così comuni in un campionato così lungo) ed una piccola dose di fortuna...
Speriamo che ci siano anche i tifosi...che in questi anni si sono un po' raffreddati, complici anche le incomprensioni e gli errori della dirigenza....

Abbiamo biosogno di tutti per centrare l'obiettivo...e una mano ce la darà sicuramente un piccolo grande uomo che ci guarda da lassù...un abbraccio, Sergio...manchi a noi tutti!

Forza Lecce!

martedì 7 agosto 2007

PENSIERI...



Approfitto di questa giornata di calma "quasi" piatta sul lavoro per riprendere a scrivere sul blog...

A volte mi capita di dover vincere una certa indolenza a trasformare in caratteri i miei pensieri, a renderli concreti, palpabili, impressi su qualcosa di più resistente (spero!) di qualche neurone (rigorosamente salentino!) della mia materia cerebrale (poca lo so!!)

Oggi guardavo questa foto (la uso anche come sfondo del mio pc...quindi devo arguire che mi piace proprio!) e mi chiedevo perché mi piacesse tanto...(è vero, oggi non ho proprio un c...o da fare!!!)

La foto mostra una spiaggia di Lefkada a giugno di due anni fa...però potrebbe tranquillamente rappresentare un luogo dell'anima...magari la mia...

Innanzitutto c'è il mare...il mare per me è tutto, descrive le emozioni e gli stati d'animo più di qualsiasi altra cosa...è il mio carattere, il mio rifugio, il mio nido....

L'acqua è la vita, la quiete, il ritorno al grembo materno...mi tranquillizza e mi quieta...

...Poi ci sono le rocce...asperità e vincoli che ci imponiamo e ci impongono...difficili ma non impossibili da superare...(preferisco sempre la pianura e gli olivi!!!)...

La sabbia come idee e pensieri che nascono, si modellano, prendono vita e forma per poi ricadere, sostituiti da altri diversi, nuovi o già vissuti in passato...

Vabbé, lo so, dovrei farmi psicanalizzare...ma proprio folle ancora non sono!!!

martedì 31 luglio 2007

Post vacanza!

...Vinco un po' di pigrizia estiva e ricomincio a scrivere...
In realtà mi devo ancora riprendere dalle vacanze o, meglio, dal termine delle vacanze e dalla ripresa del vortice lavorativo...e dal distacco dalle radici (che pesa ogni volta come la prima volta)...
Ho lasciato il mio cielo, il mio mare, la mia sabbia, i miei olivi per ritrovarmi nel caldo umido di Roma, attorniato dal mio laptop, dallo smog, dal traffico ancora consistente, dal lavoro che pressa...

Le vacanze, che non sono + quelle di una volta...con i bimbi piccoli è diverso, non hai tempo per te, sei completamente dedicato...ma comunque scappi e ti eclissi per una partita di beachvolley contro dei 15enni agguerriti e scopri che, in fondo, ancora dici la tua (salvo poi farti male!!!)

Per fortuna (a indorare la pillola) a Roma c'è l'Aerokombat e le pause pranzo al mitico greco!!!
E questo basta (in parte) a risollevare l'umore!

venerdì 6 luglio 2007

Saluti e vacanze!

Approfitto per salutarvi tutti...dato che ieri non sono potuto venire a lezione...chissà perché prima di partire per le vacanze uno si deve fare un mazzo pazzesco come se non dovesse + lavorare a vita!!
Tenetemi da parte un pezzettino di parquet che tra due settimane torno...magari abbronzato, culla panza china, ma torno!!!

Un bacione a tutte!!!!
Un abbraccio al tarandino con l'augurio che l'anno prossimo sia quello buono per la sua e per la mia squadra (tanto + che noi festeggeremo i 100 anni!!)

PapàFreccia

lunedì 2 luglio 2007

VINTAGE 2007 - Lecce - fiera di luoghi e tipicità

Mi sembra doveroso segnalare quest'iniziativa...tanto + che l'8 luglio sarò a Lecce!!!!


Originalità, tipicità, tradizione e innovazione. Tutto in una nuova “mostra spettacolo” che nelle serate dal 5 all’8 luglio animerà la capitale del Salento.Le mode passano, la qualità, quella vera e originale, invece non tramonta mai e sempre torna alla ribalta. Al concetto di origine, all’originalità e alla creatività dei maestri del gusto, con un incontro tra tradizione e innovazione l’estate 2007 ci riserva VinTage, una nuova mostra sul turismo enogastronomico, sui vini e i prodotti tipici che animerà il centro storico di Lecce, dal 5 all’8 luglio.Due location d’eccezione, l’ex Convento dei Teatini e il Castello Carlo V, sono i punti di riferimento di VinTage, l’appuntamento dell’estate 2007, che debutta nel cuore del Salento con un programma serale, dalle 18 alle 24, fitto di degustazioni guidate, presentazioni di prodotti, convegni, eventi e spettacoli musicali uniti da un filo conduttore che riporta sempre all’originalità dei territori, delle espressioni, dei sapori.Nella centralissima piazza Sant’Oronzo sarà allestito un punto informazioni per i visitatori.Il Castello Carlo V ospiterà il workshop per gli operatori turistici e i convegni, mentre sulla terrazza del Castello sarà presente un winebar con oltre mille etichette di vini di qualità, bianchi, rosati, rossi e passiti. italiani e stranieri. E ancora: banchi d’assaggio, degustazioni di sigaro Toscano a cura del Club Amici del Toscano, assaggi guidati con abbinamenti vino/cibo in collaborazione con Ais Lecce.Al pianterreno la Strada dei Vini Città Castelli Ciliegi ogni sera proporrà piatti della cucina emiliana in abbinamento alle migliori etichette del Salento.L’ex Convento dei Teatini ospiterà invece gli stand di oltre 100 Comuni a vocazione vitivinicola e turistica, presenti con oltre 400 etichette di vini di qualità - moltissimi gli autoctoni - specialità agroalimentari, proposte enoturistiche nuove e originali.VinTage, evento organizzato da Città del Vino, comune di Lecce e PromoFiere Service, intende valorizzare i vini, l’agroalimentare di qualità e il turismo enogastronomico, scegliendo come scenario la bella città di Lecce e le terre del Salento.“Abbiamo pensato al Salento per la sua ricchezza culturale, naturalistica ed enogastronomica: tre aspetti fondamentali per un turismo di qualità che non può prescindere dall’originalità dei nostri territori - ha dichiarato Valentino Valentini, presidente di Città del Vino e di Res Tipica, la rete delle città d’identità -. Crediamo che l’azione di sviluppo dell’enoturismo non poteva che cadere su un’area in forte ascesa turistica, con un mare splendido, centri storici di grande pregio, un tessuto produttivo giovane e dinamico, una cultura originale che è la sintesi di influenze diverse”.Riparte dunque da Lecce il rilancio del turismo del vino, un fenomeno che può contare ogni anno su oltre 4 milioni di enoturisti in visita per vigneti e cantine che muovono un giro d’affari di oltre 2,5 miliardi di €.VinTage è un’iniziativa che ha il patrocinio di: Regione Puglia, Provincia di Lecce, Camera di commercio di Lecce, Res Tipica, Associazione nazionale Città dell’Olio, Club dei Borghi più Belli d’Italia e Anfosc, Associazione nazionale Formaggi sotto il Cielo.Segreteria VinTage 0832 228562 - http://www.vintagefiera.it/ - info@vintagefiera.it
Comunicato stampa del 13 giugno 2007

martedì 26 giugno 2007

..i luoghi mitici dell'infanzia

Riprendo una risposta data a MissQuarrel per fare una lista di quelli che considero i "luoghi mitici" dell'infanzia...(per luoghi intendo anche "luoghi" della mente)...

Fra le cose mitiche si annoverano:

  • Le Grotte di Castellana; luogo mitologico teatro della gita di prima media;
  • lo Zoosafari di Fasano; sui cui si raccontano terribili aneddoti relativi a scimmiette incazzate che smontano auto di incauti turisti;
  • i sassi di Matera; ben prima che fossero resi famosi da pseudo personaggi hollywoodiani;
  • il ponte girevole di Taranto controllato da Scilla e Cariddi...si narra che ad ogni passaggio il ponte si aprisse inghiottendo gli incauti passanti;
  • li pasticciotti te l'Alvinu;
  • le favenette (fave e cicorine di campagna) della nonna;
  • la tramuntana;
  • lu spumone....

martedì 19 giugno 2007

Una sera movimentata!

oggi divago un po' dal tema principale, raccontandovi cosa mi è capitato ieri sera...niente di trascendentale ma che paura!
Torno a casa e trovo mio figlio (il grande) in lacrime che lamentava un mal di pancia acuto...
Andava avanti da un'ora e non si calmava...!
Penso: "Potrebbe essere un mal di pancia semplice....ma potrebbe essere anche appendicite!"
Ok. Si vola al Pronto Soccorso...la sirena c'é già (è Fabio che urla, quindi basta aprire il finestrino!), la strizza pure, la fame mi è passata di colpo...
Per fortuna al Pronto Soccorso i bimbi hanno la precedenza...dopo soli 10 minuti di attesa arriva il pediatra...ci chiede le cose sottovoce...mentre Fabio urla...ci si capisce appena...riesco a cogliere: "Cosa ha mangiato?"...e cosa vuoi che abbia mangiato...un'impepata di cozze e un litro di vino????!!! "Pasta e patate"...gli rispondo e nella "drammaticità" della situazione mi viene in mente (chissà perché) Paolantoni e la gag sulla "pastaepatate"...
Chiedo al pediatra: "Può essere appendicite?"...e lui: "No...no...ancora no!" Consolante e illuminante!
Si torna a casa con la diagnosi di colica gassosa....(immagino mio figlio all'asilo...novello Bud Spencer mentre si fa una frittata di 12 uova e un kilo di fagioli...che gli provoca la colica...mah!)
Tornando a casa, passo dalla farmacia a ritirare le supposte prescritte dal pediatra ospedaliero mentre Fabio si addormenta dopo l'ultimo urlo esausto...
Finalmente a casa...lui è tranquillo...noi ceniamo...ma non si piglia sonno...e per fortuna era solo una sciocchezza...ah...i figli! Dopo un'ora si sveglia Giulio...è l'ora della poppata...
Si dorme poco ma vuoi mettere che vita monotona se non ci fossero loro!!!

venerdì 15 giugno 2007

Un po' di me....

Cominciare a parlare di se stessi è sempre molto difficile...non si sa mai bene da quale angolazione partire e cosa descrivere. Come condensare 36 anni e mezzo di vita in poche righe o pagine, come evidenziare la propria personalità, il proprio carattere, le proprie emozioni, la propria storia, le proprie radici.

Parlare di sé è un viaggio alla scoperta o riscoperta di sé stessi, di un "io" dinamico in rapporto con altri "io" dinamici, corredato da uno scambio reciproco di esperienze, informazioni, in cui una gran parte di "io" con cui si è entrati in contatto scelgono altre strade, altre esperienze, mentre con altri "io" si crea un rapporto speciale fatto di amicizia, amore, interessi reciproci, svago.

Il blog esprime una parte del mio essere "salentino", dell'amore che provo per questa terra, crocevia di popoli, di storia, di lingue, di culture, terra dei due mari, dello scirocco "ca te scauta" e della tramontana "ca te trase intra all'osse", del cielo blu e dei "fantasmi di luce" descritti da Cotroneo in "Otranto", delle sue case bianche così simili alla Grecia, del caffè Quarta, dello spumone e delle friseddhre, della pizzica e della sua gente solare, curiosa e viaggiatrice, dei suoi alberi di ulivo contorti così come l'animo umano e plasmati dal vento come le intemperie della vita....

Per me, che a chi mi chiama "Pugliese", con orgoglio rispondo "Salentino", zingaro del mondo, passato per Milano, Londra, Parigi e ora Roma, rifugiarmi nei pensieri legati alla mia terra e al mio mare è come cercare un porto sicuro, un approdo dove riposare la mente e a volte il corpo.

Come tutti i novelli Ulisse dei nostri tempi, sbattuti da una città all'altra, da un lavoro all'altro, anelo la mia Itaca, sapendo che è ancora lontano il giorno in cui vi farò ritorno...

Ma forse sono a casa ogni volte che ci penso, che mi immagino il tufo, le chiese di Lecce, le mura di Otranto, le pittule e "la curte" in cui giocavo da bambino (ammesso di essere mai cresciuto veramente)...

Sono sognatore, sensibile, curioso della vita, estroverso, un po' irascibile, padre di due "gioielli" che amo incondizionatamente!

Già, i miei figli...il più "grande" che ha quasi tre anni a cui ho insegnato "te lecce simu simu" e il più piccolo (quasi un mese) a cui posso trasmettere tutto ancora solo con il cuore!

Amo la buona cucina, la buona lettura, il buon vino (rosso per carità), la bellezza delle donne (anche quella interiore!), il Lecce, la gente sincera e vera e farei a meno di tanti orpelli di cui la nostra società di è dotata.....

Chiudo per adesso...è solo un assaggio....un piccolo antipasto...ma spero renda l'idea!

giovedì 14 giugno 2007

Il Salento: le mie radici

Inizio quest'avventura inserendo un articolo sul Salento del regista Edoardo Winspeare, autore, tra gli altri di "Sangue Vivo" e salentino DOC. (L'articolo è stato pubblicato su "La Repubblica" del 15 settembre 2005.

È, difficile per me scrivere del Salento. La scrittura in forma di saggio comporta un'elaborazione intellettuale che mi allontana dal sentimento della terra: è il sentire che mi conduce alla conoscenza vera di un luogo ed è per questo che molti posti si capiscono ma pochi "si sentono". Più adatto sarebbe un aforisma o una poesia per svelare con un fascio di luce squarci di verità oppure forse meglio il cinema -almeno per quanto mi riguarda- non a caso molto vicino alle due forme di scrittura sopra menzionate. Lo sguardo attraverso "l'immagine in movimento" mi avvicina all'essenza profonda della nostra regione rischiarandone la vita, contraddittoria e bella, odiata e amata e suggerendo all'anima fotografie dall'inconscio. Per questo tipo di esperienza non c'è bisogno di articolate esposizioni e conclusioni intelligenti, piuttosto di imprevisti del buon senso, balbettii della ragione e soprattutto una serena attesa dell'emozione.La mia aspirazione quindi non è quella di tracciare un percorso che da Ostuni termini a Leuca, con spiegazioni interessanti per ogni luogo -non ne sarei all'altezza in poche pagine, anche per il provinciale imbarazzo di dover escludere molti paesi amati- bensì di mostrare al viaggiatore delle immagini e da queste raccontargli della mia iniziazione al cante hondo del Salento, un canto-metafora che porta alla conoscenza profonda di una terra: per arrivarci le strade sono diverse e ognuno sceglie di entrare dalla porta che più gli piace. L'emozione perseguita "sul campo" mi ha fornito alcune chiavi che hanno aperto le porte di accesso a questo universo. Intanto la lingua, dolcissima, simile al siciliano orientale ma più gentile, diventa a Lecce il malinteso "perfetto italiano" della Firenze del Sud. Nulla da eccepire sulla sintassi e sul florilegio lessicale di alcuni signori leccesi ma l'accento è un'inconfondibile gradevole cantilena con vago tono interrogativo, quindi perfetto perché amabile ma pur sempre leccesissimo. Un suo rischio è l'eccessiva flemma: bello bello che vuol dire appunto "lentamente" è in fondo uno dei refrain del dialetto leccese come anche il "si" e il "no" salentini sine e none, molto meno categorici dei corrispettivi italiani: l'affermazione sottintende un rassicurante ha stare tranquillo, la negazione un dispiaciuto nun è possibile beddhu meu.E poi si cullino i fortunati maschi al suono di parole d'affetto pronunciate da donne dall'irresistibile cadenza, come il grecotrantino ce si kaleddhu (come sei carino), il suo corrispettivo nel dialetto del Capo di Leuca ce si buneddhu oppure ancora si nu cattuddhu (sei un piccolo gatto in cerca di fusa), una melodia che rende le salentine estremamente seducenti (con l'eccezione delle mutanti fonetiche -ragazzi inclusi- che con languore allargano le vocali strascicandole). Lecce non è solo il capoluogo ma è la piccola capitale culturale della vecchia Terra d'Otranto che comprende le province di Taranto e Brindisi (anche Matera in un passato più remoto). Arrivando da Nord è una sorprendente città-chiesa per il suo folle Barocco, controriformistico allo stesso tempo sottilmente beffardo come il sorriso sardonico della cariatide con la testa d'asino sulla facciata di Santa Croce, forse lo stesso sorriso del Santo salentino per eccellenza, S.Giuseppe da Copertino, famoso perché asino a scuola e perché volava, ma questa è una storia lunga. Il carattere allo stesso tempo conservatore e libertario si evidenzia nelle scelte politiche dei cittadini: la città più monarchica d'Italia con il suo leggendario sindaco Oronzo Massari, ma, fra le città del sud, la più a favore del divorzio durante il famoso referendum. Lecce è anche la città dei grandi avvocati-galantuomini, che ha dato i natali a ben tre Ministri di Grazia e Giustizia, dove l'esercizio forense è arte giuridica.I grandi nomi del passato come Leonida Flascassovitti, Atlante Guglielmi, Pietro Lecciso, Michele De Pietro, Grassi, il vecchio Salvi, Massari stesso erano letterati che prima del codice conoscevano Dante e che forse a volte "dicevano tutto e niente" ma lo facevano molto bene. La campagna salentina è il bellissimo quanto sofferto giardino di ulivi, vigne, tabacco -un tempo- e pietra dei paesi "dalle case di calce da cui uscivamo al sole come numeri dalla faccia d' un dado" (V.Bodini). Sono tantissimi, fra comuni e rispettive frazioni suppergiù 150, quasi sempre distanti pochi chilometri, spesso così vicini da formare un unico grande paese ma guai a dire che Presicce e Acquarica, oppure Corsano e Tiggiano, sono la stessa cosa perché le insormontabili differenze fra mascarani e patimori o fra carcagnitosti e masci (così vengono chiamati 'nciurati gli abitanti dei centri sopra citati) impediranno la nascita di una nuova identità cittadina.Il paese salentino ha una bella piazza, una chiesa barocca, dei vecchi dignitosi seduti al circolo ACLI, dei ragazzi al bar con espressioni minacciose ma solo per timidezza, un vecchio prete con la tonaca sporca o uno giovane entusiasta e ben rasato, un invalido civile con la cassetta di legno per le offerte per la festa di S.Ippazio, anziane bizzoche vestite di nero (devote ormai in via d'estinzione) che si affrettano per i misteri dolorosi, giovani sempre più belle 'nsurtate (corteggiate) da ragazzi dei paesi vicini dalle capigliature barocche, l'emigrante di ritorno dallu Belgiu o dalla Squizzera che si lamenta di come vanno le cose in Italia "a quai non è comu addai, t'à compri?" (quaggiù non è come lassù, hai capito?), professionisti che esagerano quantità d'impegni e recitano stress da "milanese del sud-est", il figlio del assessore con i capelli rasta studente al DAMS di Bologna che passa in bicicletta con studiata lentezza, macchine che si fermano in mezzo la strada per una veloce chiacchiera con l'amico, macchine dietro che aspettano pazienti, un solo un vigile frustrato indeciso se fischiare al cognato, il caffè pagato al marocchino di ogni piazza chiamato affettuosamente tapis, il vecchio distinto professore omosessuale ascoltato con rispetto, l'ultimo anziano contadino che ritirandosi dalla campagna saluta con "bona vespera a signuria", la studentessa con la pancia scoperta che sorridendo ti dice "cia-ciao", un centro storico di commovente garbo, le case nuove come scatole di scarpe della Filanto, la pompa di benzina Avio Lamp con l'insegna anni 50', in generale grazie a Dio un'aria di pace e nonostante tutto un'idea di grande civiltà.